USA e UE: e accordo sia!
In un pomeriggio scozzese, in campo neutro, UE e USA hanno dipanato la matassa degli ultimi ostacoli, rimasti a intralciare la via dei negoziatori e per bocca del Presidente Trump e del Presidente Von der Leyen hanno annunciato il tanto atteso accordo commerciale. Se sarà una vittoria, un inutile pareggio o una amara sconfitta, lo svelerà il tempo.
Una conferenza stampa e un comunicato della Commissione UE: al momento, questo ci basti, per delineare le linee essenziali di un accordo, che, come annunciato dal Presidente Trump, è il più grande mai concluso, coinvolgendo le prime due potenze economiche del mondo. Al di là delle frasi ad effetto, che tanto intrigano il tycoon americano e delle grida, di soddisfazione o di dolore che si levano nei cieli europei, si dovrà misurare la ricaduta sulla salute delle imprese unionali, unico termometro in grado di confermare il buon operato dei servizi della Commissione UE nel tutelare gli interessi dei suoi imprenditori. I dati racchiusi nel comunicato stampo del Presidente della Commissione UE: un’unica aliquota tariffaria all inclusive del 15%, applicabile alla maggior parte dei settori economici, inclusi automobili, semiconduttori e prodotti farmaceutici; dazi zero-for-zero per una serie di prodotti strategici, tra i quali tutti gli aeromobili e i loro componenti, alcuni prodotti chimici, alcuni farmaci generici, apparecchiature per semiconduttori, alcuni prodotti agricoli, risorse naturali e materie prime essenziali. Nulla di fatto per acciaio e alluminio, in futuro dazi ridotti e un sistema di quote. Acquisti di energia dagli USA, per sostituire quelli russi, importazione di chips AI, un piano di investimenti milionario in quel Paese, un migliore accesso ai prodotti americani sul mercato UE: a senso, chi abbia vinto si capisce.