La dottrina UE della sicurezza economica
Il 3 dicembre la Commissione europea e l’Alto rappresentante hanno presentato una comunicazione congiunta sul rafforzamento della sicurezza economica unionale, delineando misure “concrete” per consolidare la resilienza alle minacce economiche esterne, mantenendo l’apertura nei confronti del commercio e degli investimenti internazionali.
Nel commercio internazionale, la sicurezza non è più solo questione di confini o di dati: è diventata anche – e soprattutto – una questione economica. La nuova comunicazione della Commissione Europea ne è consapevole: resilienza, autonomia strategica e capacità di reazione devono divenire lessico operativo quotidiano di ogni attore economico europeo. Non è più possibile limitarsi a essere aperti, occorre essere consapevoli, strutturati, pronti. Per chi si appresta ad un nuovo concetto di internazionalizzazione, ciò significa ripensare le catene del valore, vigilare sulle dipendenze critiche, garantire protezione a infrastrutture e tecnologie e contribuire alla costruzione di una base industriale solida e sicura. Sei le aree prioritarie ad alto rischio: ridurre le dipendenze strategiche per beni e servizi, attrarre investimenti sicuri, sostenere un’industria europea dinamica della difesa e dello spazio e altri settori industriali critici, garantire la leadership della UE nelle tecnologie critiche, proteggere informazioni e dati sensibili, proteggere le infrastrutture critiche europee. Il programma ResourceEU, le nuove linee guida sugli investimenti esteri, l’approccio integrato alla valutazione dei rischi: sono tutti segnali di un’Unione che vuole tornare protagonista, come mercato e come potenza regolatoria e strategica. Per noi, una nuova dottrina economica, una nuova geografia delle opportunità.