L’attesa e la speranza
Gennaio deve il proprio nome al dio latino Ianus, mitico sovrano dell’età dell’oro, portatore della civiltà e delle leggi fra i popoli primitivi del Lazio, preposto agli inizi e ai passaggi, materiali e immateriali, raffigurato da un busto con due volti che guardano in direzioni opposte: l’inizio e la fine, l’entrata e l’uscita, l’interno e l’esterno. A Ianus era dedicato il primo giorno di ogni mese e il primo mese dell’anno, gennaio (ianuarius), il passaggio dal vecchio al nuovo, quel passaggio che, oggi, tutti noi festeggiamo per esorcizzare, forse, i timori dell’incerto domani. (altro…)
La dottrina UE della sicurezza economica
Il 3 dicembre la Commissione europea e l’Alto rappresentante hanno presentato una comunicazione congiunta sul rafforzamento della sicurezza economica unionale, delineando misure “concrete” per consolidare la resilienza alle minacce economiche esterne, mantenendo l’apertura nei confronti del commercio e degli investimenti internazionali. (altro…)
La crisi dell’Europa nella strategia USA
La strategia di sicurezza nazionale è una pubblicazione annuale, la sintesi dell’amministrazione statunitense in materia di sfide e minacce internazionali che riguardano gli USA. L’Europa non gode di particolare considerazione; l’immagine disegnata da Trump nell’edizione 2025 non sarà piaciuta all’establishment unionale, ma la verità non è molto lontana. (altro…)
La difficile arte del giudizio
“La libertà politica è quella tranquillità di spirito che la coscienza della propria sicurezza dà a ciascun cittadino e condizione di questa libertà è un governo organizzato in modo tale che nessun cittadino possa temerne un altro. Quando nella stessa persona o nello stesso corpo di magistratura, il potere legislativo è unito al potere esecutivo, non esiste libertà; perché si può temere che lo stesso monarca o lo stesso senato facciano delle leggi tiranniche per eseguirle tirannicamente. E non vi è libertà neppure quando il potere giudiziario non è separato dal potere legislativo e da quello esecutivo. Se fosse unito al potere legislativo, il potere sulla vita e sulla libertà dei cittadini sarebbe arbitrario: poiché il giudice sarebbe il legislatore. Se fosse unito al potere esecutivo, il giudice potrebbe avere la forza di un oppressore” (Charles-Louis de Secondat, barone di Montesquieu, De l’esprit des lois, Ginevra, 1748). (altro…)
Nessuno è il mio nome
“Gli altri Ciclopi chiamò, che aveano lì attorno dimora/entro caverne, sopra le cime ventose dei monti./Corsero, chi di qua, chi di là, tutti, udendo quegli urli;/e, stando attorno all’antro, gli chieser qual fosse il suo male:/«Che gran malanno mai t’occorre, che a mezza la notte/tu c’interrompi il sonno, gridando così, Polifemo?/Forse qualche uomo ti ruba, per quanto t’opponga, le greggi?/Forse qualcuno t’uccide per frode, t’uccide per forza?»/E rispondeva dall’antro così Polifemo gagliardo:/«Per frode, e non per forza, Nessuno, o compagni, m’uccide!»/E gli risposero quelli così, con veloci parole:/«E dunque, se nessuno ti fa violenza, codesto/malanno vien da Giove: nessuno potrebbe schivarlo;/e tu scongiura dunque Poseidone, il dio che t’è padre»./Detto così, se n’andarono; e il cuor mi rideva nel petto/che con la fine astuzia del nome io l’avevo ingannato” (Odissea, Libro IX, versi 399-414).
Quanti “Nessuno” hanno incrociato il nostro cammino? Quanti “Nessuno” solcano le onde della nostra traversata professionale? Tutti fulgidi esempi di superiore intelligenza o semplici affabulatori alla ricerca di un proprio interesse? (altro…)
Cambiare è maturare
“Colui che desidera o che vuole riformare uno stato d’una città, a volere che si accetto e poterlo con soddisfazione di ciascuno mantenere, è necessitato a ritenere l’ombra almanco de’ modi antichi, acciò che a’ popoli non paia avere mutata ordine, ancorchè in fatto gli ordini nuovi fussero al tutto alieni dai passati; perchè lo universale degli uomini si pascono così di quel che pare che di quello che è: anzi, molte volte si muovono più per le cose che paiono che per quelle che sono” (N. Machiavelli, Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio, libro I, cap. 25). “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” (Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo). Se vogliamo che tutto cambi, bisogna che qualcosa rimanga com’è o se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi? (altro…)
I danni della politica USA
“Jim O’Neill! Chi era costui?”. Ci perdonerà, il sommo Alessandro, per aver storpiato un suo incipit, entrato nella storia della letteratura e nella cultura di ogni tempo. Correva l’anno 2001, quando Jim O’Neill, economista di Goldman Sachs, dissertando delle principali economie emergenti, coniò il termine “BRIC”, Cui si aggiunse, di lì a breve, una “S”. (altro…)
Controlli di conformità all’esame e-commerce
Migliorare il funzionamento del mercato interno, garantendo che solo prodotti che rispettino un elevato standard di tutela della salute, della sicurezza, dei consumatori, dell’ambiente, siano messi a disposizione sul mercato unionale: questo l’obiettivo del Reg.to (UE) n.1020/19, sulla sorveglianza del mercato. Affidata alle dogane e ai suoi controlli. (altro…)
La compliance doganale attestata dai professionisti
Quale sia la definizione che scegliamo, è indubbio come la customs compliance sia un requisito ineludibile per tutte le imprese organizzativamente e commercialmente orientate alle transazioni internazionali, per scelta o per necessità, non importa la dimensione; e gli esperti riconosciuti da ADM potranno ora attestarne il percorso qualitativo intrapreso. (altro…)
L’insostenibile leggerezza dell’ignoranza
“Si consideri una tribù primitiva che inizialmente costruisce un muro intorno al suo territorio. Il muro è un esempio di funzione imposta in virtù della pura fisica: il muro, supporremo, è alto abbastanza per tenere fuori gli intrusi e dentro i membri della tribù. Ma supponiamo che il muro gradualmente si evolva dall’essere una barriera fisica per diventare una barriera simbolica. Si immagini che il muro gradualmente si sgretoli in modo che la sola cosa rimasta sia una fila di pietre. Ma si immagini che gli abitanti e i loro vicini continuino a riconoscere la fila di pietra come ciò che demarca i confini del territorio in modo tale da influenzare il loro comportamento. […] La fila di pietre ora ha una funzione che non viene svolta in virtù della pura fisica, ma in virtù dell’intenzionalità collettiva. […] La fila di pietre svolge la medesima funzione di una barriera fisica, ma non fa ciò in virtù della sua costruzione fisica, ma perché le è stato assegnato collettivamente un nuovo status, lo status di un demarcatore di confini” (John R. Searle, La costruzione della realtà sociale, Einaudi). (altro…)